Pandoro fatto in casa con l’aiuto del Bimby: profumo di burro, lievitazioni lente e una stella soffice che porta in tavola il Natale più autentico
Il Nord ha i suoi riti di Natale, e uno dei più affascinanti è sicuramente il pandoro fatto in casa. Ci sono ricette che nascono per essere condivise in famiglia e altre che sembrano richiedere una piccola comunità attorno al tavolo. Il pandoro appartiene alla seconda categoria.
È un dolce che pretende pazienza, calore domestico e tempo lento. Eppure, negli ultimi anni, ha scoperto una nuova alleanza: quella con il Bimby, capace di semplificare il lavoro senza togliere nulla alla poesia.
Il pandoro “di casa” ha un profumo inconfondibile. Una volta iniziava tutto la sera prima, con il lievitino coperto da un canovaccio umido. Ora il Bimby mescola, impasta e scalda le fasi più delicate, ma l’atmosfera resta identica. C’è sempre qualcuno che passa in cucina “solo per dare un’occhiata”, qualcuno che chiede se sta crescendo, qualcuno che controlla la ciotola come fosse una piccola creatura fragile.
La magia comincia già dall’impasto: uova, burro morbido, farina forte, zucchero. Ingredienti semplici che diventano un profumo “da forno del Nord”, quello che sa di festa imminente.
Il Bimby prende tutto e lo lavora con precisione, rendendo l’impasto elastico e lucido, pronto a lievitare. La prima lievitazione è sempre un atto di fiducia. Si copre la ciotola, si chiude la porta e si aspetta. Ogni famiglia ha un angolo caldo dove far crescere il pandoro, ed è lì che il dolce comincia davvero a prendere vita.
Quando l’impasto raddoppia, si dà forma al dolce. Lo stampo a stella è l’icona del Natale veronese, una geometria che promette morbidezza assoluta. L’impasto entra nello stampo tiepido e lentamente si espande fino a toccare quasi il bordo. La seconda lievitazione è il momento in cui la casa inizia a riempirsi di un profumo irresistibile: burro, vaniglia, zucchero. È un calore che avvolge tutto, come se il pandoro stesse annunciando il proprio arrivo.
La cottura è la fase che tiene tutti in sospeso. Il forno diventa un piccolo teatro, e nessuno osa aprirlo. Il pandoro sale, si colora, diventa dorato e uniforme.
Quando finalmente è pronto, la cucina si trasforma: c’è un misto di impazienza e orgoglio che solo i dolci fatti in casa riescono a creare. Perché un pandoro casalingo ha un carattere diverso: più profumato, più genuino, più ricco rispetto a quello comprato.
Il momento più scenografico arriva con la “nevicata” di zucchero a velo. Si gira il dolce, lo si libera dallo stampo e lo si osserva: alto, soffice, con la sua forma perfetta. Una volta cosparso di zucchero, sembra davvero un piccolo paesaggio innevato. Il Bimby ha aiutato nei passaggi più tecnici, ma il risultato è profondamente artigianale, un dolce che racconta la cura che gli è stata dedicata.
Il pandoro del Nord ha un valore più ampio di una semplice ricetta: è un rituale che scalda le giornate fredde, che avvicina le persone, che riempie i pomeriggi d’inverno con un’attesa lenta e bellissima. Porta in tavola una tradizione che continua proprio grazie a questi gesti ripetuti, tramandati, reinventati senza perdere autenticità.
Alla fine, l’essenza del pandoro di casa è tutta lì: un profumo che riempie le stanze, una stella soffice da spezzare insieme e un Natale che prende forma prima ancora che inizi la festa.
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