L’odore di fritto in casa è uno di quei problemi che tutti conoscono: si frigge qualcosa di buono, magari per i nipoti o per una cena veloce, e appena il piatto è finito ci si accorge che la casa sembra una friggitoria.

L’aria è pesante, i mobili la “trattengono”, le tende profumano di olio e spesso, il mattino dopo, la puzza è ancora lì a ricordarci la cena della sera prima. Le nostre nonne però non rinunciavano certo alle cotolette o alle frittelle, eppure le loro case non erano soffocanti. Avevano piccoli gesti, fatti con naturalezza, che oggi possiamo riprendere e arricchire con qualche trucco moderno. L’idea non è coprire il cattivo odore con profumi forti, ma eliminarlo il più possibile
Per capire perché servono dei rimedi, basta pensare a cosa succede quando l’olio raggiunge alte temperature: si formano minuscole particelle di grasso che “volano” nell’aria e si appiccicano a tutto, dai pensili ai tessuti. Se nessuno le ferma, restano lì a lungo e continuano a sprigionare odore. Non è solo una questione di fastidio: l’ambiente appare subito più pesante, si ha la sensazione di non respirare bene e spesso si arriva a dire “non friggo più”.
Il metodo delle nonne: il pentolino che “mangia” la puzza
In realtà, con qualche accortezza si può continuare a preparare i piatti che piacciono a tutti, riducendo tantissimo l’impatto sull’aria di casa. Il rimedio più famoso è semplice quasi quanto un bicchiere d’acqua. Mentre si frigge, oppure appena si spegne il fuoco, si mette sul fornello libero un pentolino con acqua e aceto. Appena comincia a sobbollire, il vapore sale e cattura una parte degli odori, neutralizzandoli. Molte nonne aggiungevano anche qualche scorza di limone o di arancia, così la cucina si riempiva di un profumo agrumato che faceva dimenticare la pesantezza del fritto. È un gesto che richiede pochi secondi: si accende la fiamma, si lascia andare qualche minuto e si lascia lavorare il vapore, senza fare altro. La sensazione, dopo poco, è già diversa: l’odore non scompare del tutto, ma si attenua al punto da non invadere il resto della casa.

I rimedi naturali già presenti in cucina
La forza dei vecchi trucchi è che non chiedono di comprare prodotti particolari. Una semplice mela, tagliata a spicchi e immersa nell’olio quando inizia a scaldarsi, aiuta a tenere l’odore un po’ più sotto controllo e, allo stesso tempo, indica se la temperatura è giusta. Le bucce degli agrumi, gettate in padella verso la fine della cottura, rilasciano oli essenziali che alleggeriscono immediatamente l’aria. Anche l’alloro ha un ruolo importante: due o tre foglie lasciate bollire in acqua, da sole o insieme all’aceto, sprigionano un profumo quasi balsamico che “pulisce” l’atmosfera.
Un altro alleato storico è il caffè. Tanti lo preparano proprio a fine pasto, ma si può usare anche in modo diverso: qualche cucchiaio di caffè macinato o un pugno di chicchi sistemati in ciotoline vicino ai fornelli assorbe i cattivi odori e lascia una nota calda, familiare, che non infastidisce mai. Sono piccoli gesti, ma sommati tra loro fanno una grande differenza. Tuttavia a non tutti piace l’aroma del caffè, quindi potrebbe anche essere controproducente.
I trucchi moderni dai social: quando il vapore diventa protagonista
Negli ultimi anni i social hanno riportato in auge questi rimedi e ne hanno proposti di nuovi, sempre basati su ingredienti semplici. Uno dei più visti è la cosiddetta “simmer pot”, una pentola in cui si lasciano sobbollire acqua, fette di limone, rametti di rosmarino e magari una stecca di cannella. L’idea è la stessa del pentolino della nonna, ma con un tocco scenografico: mentre il fritto cuoce, il vapore profumato riempie la casa e trasforma la stanza in una specie di “profumeria casalinga”.
Accanto a questi rimedi, molti consigliano di tenere sul tavolo o sui davanzali alcune ciotoline di bicarbonato. È inodore, ma ha la capacità di assorbire gli odori nel tempo. Ci si accorge della sua efficacia soprattutto il giorno dopo: la casa non ha quell’aria stagnante tipica del fritto. Anche i fondi di caffè asciutti funzionano allo stesso modo e possono essere riutilizzati prima di finire nella spazzatura.
Prima e dopo: la routine anti-odore che fa la differenza
I rimedi funzionano molto meglio se inseriti in una piccola routine. Prima di mettersi ai fornelli, conviene aprire le finestre della cucina, chiudere le porte delle altre stanze e accendere la cappa alla massima potenza. Se possibile, è utile spostare le tende molto vicine ai fornelli o raccoglierle, in modo che non facciano da “spugna”. Durante la frittura, è importante evitare che l’olio fumi troppo: quando fuma, l’odore diventa più forte e difficile da togliere.
Subito dopo, non bisognerebbe mai sedersi e dimenticare i fornelli. Pulire il piano cottura, passare un panno con acqua calda e un po’ di aceto sulle superfici vicine e far bollire ancora qualche minuto il pentolino “mangia-odori” permette di intervenire prima che il grasso si depositi. Sono dieci minuti di impegno che ne risparmiano molti di più il giorno dopo.
Vestiti, tessuti e capelli: la parte che nessuno considera
Spesso ci si concentra solo sulla cucina e ci si dimentica di tutto il resto. In realtà, l’odore di fritto si aggrappa soprattutto ai tessuti. Le tende sono le prime vittime: se il fritto è stato intenso, l’unica vera soluzione è lavarle, ma dopo una frittura leggera può bastare spruzzare una miscela di acqua e qualche goccia di olio essenziale, lasciandole poi asciugare con le finestre spalancate. Lo stesso vale per i copridivano, i plaid e le tovaglie: meglio lasciarli all’aria, anche solo per una sera, invece di ripiegarli e infilarli subito nell’armadio.

I vestiti che si indossano mentre si frigge non dovrebbero mai tornare subito in guardaroba. È preferibile appenderli su una gruccia vicino a una finestra o, se il tempo lo permette, sul balcone. In questo modo gran parte dell’odore se ne va da sola. Quanto ai capelli, bastano una semplice coda alta, un foulard o una fascia per proteggere soprattutto le lunghezze. Ma la vera chicca è usare una cuffia da doccia e il problema sparisce.
Quando il problema è la cucina (e non il fritto)
Se nonostante tutti questi accorgimenti l’odore resta sempre molto forte, vale la pena controllare la cappa. Un filtro pieno di grasso non aspira quasi nulla, per cui la puzza resta inevitabilmente in casa. Pulire o sostituire i filtri con regolarità è un gesto che spesso si rimanda, ma che cambia davvero la situazione. Chi non ha la possibilità di installare una cappa potente può organizzarsi in modo diverso, frig-gendo vicino a una finestra aperta o usando, quando ha senso, una friggitrice ad aria, che riduce schizzi e fumo. E’ questo il vero segreto degli Chef, perchè una buona cappa, non si può sostituire con nient’altro.
In fondo, il segreto è combinare i vari elementi: un po’ di prevenzione, un pentolino profumato sul fuoco, qualche rimedio assorbente in giro per casa e un minimo di attenzione ai tessuti. Così si può continuare a cucinare cotolette, crocchette e frittelle senza trasformare il piacere del fritto in un incubo che dura tutta la notte.





